Il Noviziato e l'Abito PDF Stampa E-mail

IL NOVIZIATO E L’ABITO CONFRATERNALE

La Confraternita, con la volontà di non disperdere l’enorme patrimonio di fede religiosa, di tradizioni e di valori che le è proprio, ha rivolto sempre molta attenzione agli aspiranti confratelli, i Novizi, poiché essi, oltre che prossimi custodi di questo patrimonio, sono il necessario rinnovamento ed arricchimento di quella linfa vitale che permette alla Confraternita di integrarsi nella Società e di essere sempre attuale ed al passo con i tempi nelle sue attività ed iniziative, nonostante i secoli di storia alle spalle.

Senza voler ripercorrere la storia del nostro Sodalizio, l’Arciconfraternita della Morte ed Orazione di Lanciano dagli inizi degli anni ’50 e fino alla metà degli anni ’70 ha portato avanti, non senza difficoltà a causa del ridottissimo numero dei confratelli, la cura e le tradizioni della Settimana Santa Lancianese.

Dalla seconda metà degli anni settanta si assiste invece ad una ripresa e ad una rinnovata vitalità della Confraternita stessa, merito questo dei nuovi ingressi che, opportunamente indirizzati, hanno saputo recuperare l’immagine, le tradizioni ed i riti così profondamente sentiti dal popolo lancianese.

Questa ritrovata vitalità rappresenta il giusto e meritato risultato per l’attenzione che i diversi Consigli di Amministrazione, succedutisi nel tempo, hanno dedicato al periodo di Noviziato; infatti questo non è più inteso come la semplice attesa prima di vestire a pieno titolo gli abiti confraternali, ma come il necessario lasso di tempo nel quale l’aspirante confratello, oltre a  verificare fattivamente la propria reale intenzione di entrare a far parte di un Sodalizio, matura la propria volontà verso un costante impegno personale all’interno delle attività confraternali.

Il termine Confratello significa “come un fratello” ovvero “con il fratello”; su questo significato poggia tutto il periodo di “formazione” del Novizio: “come un fratello” viene accolto e “con i fratelli” parteciperà alle attività del Sodalizio; chiedere di far parte della Confraternita, significa innanzitutto essere disponibile ad affrontare il vivere quotidiano con una visione ulteriormente proiettata verso il prossimo, senza ricercare successi personali.

La persona che intende diventare Confratello redige apposita domanda di ammissione indirizzata al Priore. La domanda, corredata dalla dichiarazione rilasciata dal proprio Parroco attestante le qualità morali e spirituali dell’aspirante, verrà posta all’attenzione del Consiglio di Amministrazione il quale si pronuncerà in merito all’ ammissione o meno del richiedente al periodo di noviziato.

La domanda dell’aspirante, oltre che del nulla osta del Parroco deve essere accompagnata anche dalla “presentazione” di almeno un confratello che dichiarando la conoscenza diretta dell’aspirante, ne anticipa le buone intenzioni. Con questa presentazione si vuole non solo avere ulteriore garanzia di vita morale e civile del Novizio, ma anche rendere più forte il legame tra i confratelli. Infatti, almeno nei primi anni di vita confraternale, il confratello presentatore assume in via ufficiosa il ruolo di tutore del nuovo confrate.

Quando le richieste di adesione  ricevono parere favorevole da parte del Consiglio Direttivo, gli aspiranti Novizi, vengono invitati a partecipare agli incontri periodici con il Maestro dei Novizi.

Il Maestro accompagna i Novizi per tutto il loro cammino che in genere dura da uno a due anni. In questo periodo egli sprona gli aspiranti confratelli alla preghiera personale e comunitaria, ad una vita spirituale intensa, mediante la frequente partecipazione ai sacramenti dell’Eucarestia e della Riconciliazione, specialmente nei giorni festivi e, se necessario, esorta i Novizi a non disertare gli incontri formativi per tutto il periodo del noviziato.

Al termine di tale periodo il Maestro farà conoscere all’Assistente spirituale ed al Consiglio il suo parere, esprimendo, secondo coscienza, il nullaosta o il veto per la professione di ciascuno.

Come tutti i Confratelli, i Novizi sono tenuti a partecipare agli incontri formativi e spirituali, alle processioni ed alle attività esterne, ma non possono esprimere voto nelle assemblee, non possono indossare il medaglione (simbolo esteriore di appartenenza alla Confraternita), non possono accollare la bara del Cristo durante la Processione del Venerdì Santo.

Gli incontri formativi con i Novizi vertono su vari argomenti tra i quali:

  • Cenni storici sulle Confraternite: dalle origini fino ai giorni nostri;
  • Significato, elementi e Valori dell’Abito confraternale;
  • Cenni storici sull’Arciconfraternita Madre della Morte ed Orazione di Roma;
  • Cenni storici sull’Arciconfraternita della Morte ed Orazione di Lanciano;
  • Cenni sulla vita di San Filippo Neri.

L’aspirante Confratello, oltre che a conoscere le origini, la storia, le tradizioni e le varie attività della Confraternita, è chiamato a partecipare attivamente a tutte le iniziative del Sodalizio ed a dedicarsi maggiormente, secondo le proprie inclinazioni, ad una o più attività interne. Sono queste le occasioni per fare conoscenza e stringere amicizia con i confratelli e con gli altri novizi, amicizia e frequentazioni che spesso permangono anche oltre gli ambiti della Confraternita.

Attraverso il Noviziato si intende mettere a conoscenza il Novizio dei  giusti e corretti comportamenti, dei riti e delle consuetudini proprie della Confraternita che dall’esterno non possono essere percepiti se non come un’eco distante, talvolta distorta e fuorviante.

Il Noviziato rappresenta anche lo strumento opportuno per favorire momenti di riflessione e confronto su taluni argomenti, sia spirituali che non, finalizzati a far si che i comportamenti quotidiani, oggi del Novizio e domani del Confratello, non contrastino con le finalità della Confraternita e siano comunque rispettosi degli insegnamenti di Cristo e dei principi della Chiesa Cattolica.

Molto spesso i più giovani sentono la necessità di materializzare e rendere collettivo il proprio senso religioso. Cercano un modo, anche diverso da quanto riescono ad offrire i contesti parrocchiali,  per mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo in una Società che sta orientandosi sempre più verso comportamenti individualistici ed egoistici. In questa ottica le Confraternita hanno molto da offrire ed il Noviziato, se giustamente inteso, può diventare solida base per la realizzazione di dette necessità.

Il Noviziato, quindi,  deve essenzialmente essere inteso anche come periodo durante il quale la spiritualità, la fede, le attese e le motivazioni di ogni aspirante prendono forma e consistenza in una sorta di arricchimento reciproco, del Confratello/Novizio così come dell’intera Confraternita.

Il termine del Noviziato, il Priore, sentiti il Consiglio Direttivo ed il Maestro dei Novizi, decide circa l’ammissione dell’aspirante Confratello il cui formale, partecipato e festoso ingresso nella Confraternita avviene con il Rito di Professione dei Novizi, la Domenica delle Palme, giorno in cui la liturgia ricorda l’ingresso di Gesù in una Gerusalemme festante.

Questo Rito è composto da due momenti: la Professione e la Vestizione. Con la Professione  il Novizio rinnova il suo legame con la Fede cristiana e la Chiesa Cattolica; con la Vestizione, indossando il medaglione, l’Aspirante conferma e consolida il proprio legame con la Confraternita facendo propri principi, regole e tradizioni.

Il significato della Professione ed il senso della Vestizione finiscono con il fondersi in un unico simbolo: l’ABITO.

Da questo momento in poi l’Abito sociale assume il significato di devozione, penitenza ed impegno di vita migliore e di questo nuovo abito morale il Confratello non deve mai svestirsi; egli, da questo momento in poi, diviene geloso custode dei valori su cui poggia la Confraternita e, ponendosi al servizio della stessa e del prossimo, si trasforma in strumento di concreto e proficuo agire cristiano.