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STATUTO DIOCESANO delle CONFRATERNITE

 

Art. 1 - Definizione

La Confraternita è un’associazione ecclesiale pubblica di fedeli eretta con decreto del Vescovo.

Art. 2 - Finalità

La Confraternita ha come fini principali la santificazione dei confratelli, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità, in piena comunione con l’Arcivescovo e con il programma pastorale dell’Arcidiocesi.

Per realizzare tali fini la Confraternita si propone in particolare di:

a)    vivere come aggregazione ecclesiale che aiuta i confratelli a realizzare pienamente la propria vocazione cristiana mediante un’intensa vita spirituale e un’efficace attività apostolica;

b)    promuovere opportune iniziative per la formazione permanente dei confratelli in campo religioso;

c)    dare incremento alle manifestazioni del culto pubblico e della pietà popolare, soprattutto nelle feste tradizionali, secondo le norme date dal Concilio Vaticano II e i suggerimenti offerti dal recente documento della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dal titolo “Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi ed orientamenti” (17.12.2001);

d)    favorire l’unione fraterna di persone aventi un vincolo di comune origine, di categoria o di lavoro, in modo di poter assumere un impegno nell’apostolato d’ambiente;

e)    promuovere iniziative di carattere educativo, culturale, di assistenza e di accoglienza in forme varie, sempre in spirito di carità fraterna e tene do conto delle necessità locali e del progetto pastorale diocesano.

f)    intensificare la presenza cristiana a servizio del prossimo per costruire condizioni di vita giusta e fraterna anche attraverso l’esercizio, cristianamente ispirato, della cosa pubblica.

Siffatta attività, comunque è inconciliabile ed incompatibile con qualsiasi incarico direttivo nella Confraternita.

Art. 3 - Attività

La Confraternita è sottoposta, a norma del diritto canonico, alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano ed è tenuta a prestare obbedienza ai suoi orientamenti pastorali ed alle disposizioni canoniche.

Essa promuove rapporti di fraternità e collaborazione con le altre associazioni di fedeli e con gli organismi eccelsiali della Diocesi.

Ogni confraternita è parte integrante della Parrocchia in cui insiste e partecipa alla vita pastorale della medesima offrendo un rapporto responsabile e continuativo.

Art. 4 - Confratelli e Consorelle

Possono far parte della Confraternita i fedeli laici (uomini e donne) di maggiore età che si propongono di perseguire i fini della medesima e si impegnano a rispettarne lo Statuto.

Quelli di età inferiore – e comunque non inferiore ai 16 anni – possono aderire come aspiranti senza diritto di voto e senza indossare la veste della Confraternita nelle varie cerimonie.

Art. 5 - Ammissione nella Confraternita

L’ammissione dei soci è deliberata dal consiglio Direttivo, previa domanda dell’interessato con il nullaosta del Parroco dopo il periodo di noviziato.

Si fa divieto di appartenere contemporaneamente a più Confraternite.

Art. 6 - Doveri dei Soci

I Confratelli hanno il dovere di condurre esemplare vita morale e cristiana, di partecipare alle attività apostoliche della Confraternita, di pagare la quota annuale di iscrizione e di tenere un comportamento corretto sotto ogni aspetto che non contrasti con le finalità della Confraternita.

La vita cristiana e l’impegno apostolico sono alimentati dalla lettura della Sacra Scrittura, dalla partecipazione frequente ai sacramenti dell’Eucarestia e della Riconciliazione, dalla celebrazione della Liturgia delle Ore o dalla recita del Rosario.

Art. 7 - Cessazione dalla Confraternita

I soci cessano di appartenere alla Confraternita:

a)    per dimissione volontaria. I confratelli si considerano implicitamente dimissionari in caso di assenza continuata per un anno e/o mancato pagamento della quota annuale;

b)    per dimissione deliberata dal Consiglio Direttivo.

Il socio dimesso può ricorrere contro la delibera di dimissione all’Ordinario diocesano.

Art. 8 - Organi della Confraternita

Gli organi della Confraternita sono: l’Assemblea, il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori.

Art. 9 - L’Assemblea

L’Assemblea, composta da tutti i confratelli soci effettivi, è il supremo organo deliberativo della Confraternita.

Essa è convocata, ordinariamente, dal Priore almeno due volte l’anno per verificare l’andamento della vita della confraternita, approvare la relazione annuale del  Priore, il rendiconto economico annuale, esaminare le linee direttive proposte dal Consiglio e approvare le norme regolamentari; delibera su atti di straordinaria amministrazione.

L’Assemblea può essere convocata in seduta straordinaria su richiesta del Consiglio Direttivo, di un decimo dei confratelli o dall’Ordinario diocesano.

La convocazione deve essere fatta a mezzo avviso con indicazione dell’ordine del giorno ed affisso nella sede almeno dieci giorni prima della data fissata.

Ogni confratello può essere latore di non più di due deleghe di altri confratelli.

L’Assemblea è valida, in prima convocazione, con la presenza, di persona o per delega, di almeno la metà più uno dei confratelli, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei fratelli presenti o rappresentati.

Art. 10 - Composizione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto dal Priore, Vice Priore, Segretario, Tesoriere economo tutti eletti dall’Assemblea per un triennio.

L’incarico a componente del direttivo è rinnovabile per un ulteriore triennio a seguito di votazione, comunque non si può partecipare al consiglio direttivo, con qualsiasi incarico per più di sei anni.

Si può essere rieletto dopo che sono decorsi almeno sei anni dall’ultima nomina.

Le elezioni si svolgono a norma del Can 119, 1° comma C.I.C. e sono presiedute da un delegato arcivescovile.

Venendo a mancare uno degli eletti, subentra, ove esiste, il primo non eletto che resta in carica fino al termine del triennio, in mancanza l’incarico sarà assunto, ad interim, da un componente del direttivo; al Priore subentra il Vice Priore.

Per la elezione a Priore è necessario che il confratello sia iscritto da almeno 5 anni.

Art. 11 - Il Priore

Il Priore dirige la Confraternita nel rispetto dello statuto, ne ha la rappresentanza legale e provvede all’ordinaria amministrazione.

Il priore eletto inizia l’esercizio del suo ufficio dopo la conferma dell’Ordinario diocesano. Il Priore può essere rimosso dall’ufficio con decreto dell’Ordinario diocesano in presenza delle cause previste dalle disposizioni canoniche.

Art. 12 - Vice Priore, Segretario e Tesoriere Economo

Il Vice Priore collabora con il Priore e lo sostituisce in caso di assenza. Venendo a mancare per qualsiasi causa il Priore, Il Vice Priore assume le sue funzioni fino al termine del triennio.

Il Segretario redige i verbali dell’Assemblea e del consiglio e conserva il libro dei soci e dei verbali.

Il Tesoriere Economo ha l’amministrazione contabile e prepara il rendiconto annuale ed ha cura della sede e dei beni della Confraternita.

Art. 13 - Funzioni del Consiglio Direttivo

Il consiglio Direttivo di riunisce ordinariamente ogni tre mesi per deliberare su qualsiasi punto relativo alla vita della Confraternita che non sia di competenza dell’Assemblea.

In particolare:

-    delibera ed autorizza il Priore negli atti e contratti do ordinaria amministrazione,

-    cura l’esecuzione di quanto deliberato dall’assemblea e chiede all’Ordinario diocesano la licenza per gli atti di straordinaria amministrazione.

Il Consiglio Direttivo propone all’assemblea gli atti di straordinaria amministrazione.

Gli atti di straordinaria amministrazione previsti dal codice di diritto canonico, integrato dalle delibere della Conferenza Episcopale Italiana e dal decreto dato dal Vescovo diocesano ai sensi del Can 1281, devono essere preventivamente autorizzati dalla competente Autorità ecclesiastica.

Occorre inoltre la licenza della Santa Sede per gli atti il cui valore superi la somma massima fissata dalla C.E.I. o aventi per oggetto beni di valore storico o artistico o donati alla chiesa ex-voto.

Art. 14 - L’Assistente Spirituale

L’Assistente spirituale, nominato dall’Ordinario diocesano e che di norma coincide con il Parroco dove ha sede la Chiesa della Confraternita, ha la cura pastorale dei confratelli ed è responsabile delle celebrazioni liturgiche. Egli partecipa, con voto consultivo, al Consiglio Direttivo ed all’Assemblea.

Almeno una volta al mese terrà una catechesi ai  Confratelli e avrà cura della crescita del loro cammino di fede e della loro formazione permanente per una partecipazione attiva alla vita degli organismi ecclesiali e civili, impegnati nella promozione umana; manterrà i rapporti con l’Ordinario diocesano per quanto attiene la vita spirituale della Confraternita e l’attuazione degli orientamenti pastorali della diocesi nella prospettiva di una Chiesa comunionale.

L’Assistente spirituale è il solo responsabile della vita liturgica e, perciò, avrà cura del dignitoso svolgimento delle celebrazioni sacre.

Nella Chiesa della Confraternita non si possono celebrare i sacramenti del Battesimo, comunione, matrimonio e rito funebre, salvo il nullaosta dell’Ordinario diocesano su proposta motivata del Parroco.

Art. 15 - Il Maestro dei Novizi

Il Maestro dei Novizi è nominato dal Consiglio Direttivo, è il primo collaboratore dell’Assistente spirituale nella formazione religiosa e liturgica dei confratelli.

Deve eccellere per le sue virtù religiose ed umane, per l’esemplarità della vita, per la fedeltà ai doveri e per amore alla Confraternita.

Il noviziato degli aspiranti Confratelli ha la durata di un anno.

E’ compito del Maestro dei Novizi:

•    spronare i Novizi alla preghiera personale e comunitaria, ad una vita spirituale intensa, mediante la frequente partecipazione ai sacramenti dell’Eucarestia e della Riconciliazione, specialmente nei giorni festivi;

•    esortare i Novizi a non disertare gli incontri formativi per tutto il periodo del noviziato.

Al termine del noviziato il Maestro farà conoscere all’Assistente spirituale ed al Consiglio il suo parere, esprimendo, secondo coscienza, il nullaosta o il veto per la professione di ciascuno.

Il Maestro dei Novizi partecipa, senza diritto di voto, alla seduta del Consiglio Direttivo.

Art. 16 - l Collegio dei Revisori

Il Collegio dei revisori è composto da tre membri con il compito di verificare la legittimità delle partite ordinarie e straordinarie di amministrazione, di assicurare la consegna dei bilanci consuntivo e preventivo e della relazione annuale alla Curia a norma del can. 1287.

Eventuali osservazioni e l’approvazione medesima dei bilanci devono essere motivate, fatte per iscritto e, nel contempo, trasmesse alla Curia.

I componenti sono nominati dal Consiglio Direttivo; essi vengono scelti tra i confratelli esperti in materia e restano in carica per tutto il periodo del consiglio che ha provveduto alla nomina.

Art. 17 - Patrimonio della Confraternita

Il patrimonio della Confraternita è costituito dalle quote annuali dei soci, dal ricavato di eventuali attività associative e da eventuali oblazioni o contributi di soci o di terzi.

L’amministrazione è regolata da canoni del libro quinto del Codice di Diritto Canonico.

La Confraternita non ha fine di lucro.

Tutte le prestazioni dei confratelli nei confronti della Confraternita sono gratuite.

E’ vietato distribuire ai confratelli, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Confraternita.

Il rendiconto economico e finanziario deve essere approvato ogni anno dall’Assemblea e presentato all’Ordinario diocesano entro il 31 marzo dell’Anno successivo unitamente ad una relazione sulla vita, attività e situazione religiosa e morale della Confraternita; la relazione deve essere vistata dall’Assistente spirituale o dal Parroco.

La quota annuale è stabilità dal Consiglio Direttivo.

Nel bilancio annuale vanno inserite tutte le entrate e tutte le uscite anche quelle destinate alle attività caritative e sociali.

Art. 18 - Estinzione della Confraternita

La Confraternita si estingue se viene legittimamente soppressa la Vescovo diocesano o se ha cessato di agire per lo spazio di dieci anni, o se il numero degli iscritti è inferiore a venticinque per più di due anni.

In caso di estinzione della confraternita il suo patrimonio sarà devoluto ad altro ente ecclesiastico riconosciuto ed indicato dal Vescovo Diocesano, seguendo la procedura prevista dall’Art. 20 delle norme approvate con Protocollo del 15 novembre 1984 tra l’Italia e la Santa sede.

Art. 19 - Commissariamento della Confraternita

In presenza di particolari circostanze, ove gravi ragioni lo richiedano, il Vescovo può nominare, ai sensi del can. 318 del Codice di Diritto Canonico, un Commissario che in suo nome diriga e rappresenti temporaneamente la Confraternita in sostituzione degli Organi statutari, con tutti i poteri di ordinaria amministrazione.

Il Commissario deve adoperarsi attivamente al fine di ricreare i presupposti per procedere a nuove elezioni non oltre il termine di un anno.

Nel caso in cui le nuove elezioni danno esito negativo, ogni decisione in merito alla Confraternita sarà assunta dall’Ordinario diocesano.

Art. 20 - Riferimenti

Per quanto non previsto nel presente statuto, valgono le norme del Diritto Canonico e le Leggi italiani applicabili agli enti ecclesiastici.

 

NORMA TRANSITORIA

Nel primo rinnovo degli Organi della Confraternita, con le norme del presente statuto, non possono essere eletti quei confratelli che ricoprono e/o hanno ricoperto incarico, a qualsiasi titolo, per più di cinque anni consecutivi alla data delle elezioni.

Non possono essere, altresì, eletti i congiunti e/o parenti, fino al secondo grado, di confratelli che si trovano nella posizione del comma precedente.

 

Dato a Lanciano, dalla Curia Arcivescovile, il 18 novembre dell’Anno del Signore 2002

Carlo Ghidelli - Arcivescovo

Sac. R. Mario Della Bella - Cancelliere